Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Gabriel, Aryeh, Myriam, Jonathan: la strage di Tolosa

Il 19 marzo 2012 la Francia è stata sconvolta da una strage che, per dinamica e obiettivi, oggi quasi non stupirebbe più. Tre bambini e un padre uccisi, un ragazzo ferito. Erano tutti ebrei. L’obiettivo dell’attentatore non era stato scelto a caso: una scuola ebraica di Tolosa.
Nel 2012 la Francia ancora non era dilaniata dal terrorismo e non poteva immaginarsi che pochi anni dopo avrebbe vissuto eventi ancora più crudeli e sanguinosi: Charlie Hebdo, Hyperkosher, Bataclan.
La notizia dell’orribile sacrificio dei tre bambini ebrei non ha mai avuto l’eco che avrebbe meritato. Eppure oggi può essere considerato il primo capitolo di un lungo incubo.
La scuola scelta per la carneficina è stata l’Ozar Hatorah di Tolosa, istituto confessionale frequentato sia da studenti delle scuole medie sia da liceali, figli di ebrei Sefarditi e Mizrahi di età compresa tra gli 11 e i 17 anni.

Erano le otto del mattino del 19 marzo 2012 quando un uomo a bordo di uno scooter Yamaha Tmax si è fermato davanti all’ingresso della scuola, è sceso e ha aperto il fuoco in direzione del cortile dell’istituto con una pistola calibro 9 mm.
I proiettili hanno raggiunto un rabbino e professore dell’istituto, il trentenne Jonathan Sandler che con il suo corpo ha provato inutilmente a fare scudo sui suoi due figli, Gabriel di 3 anni e Aryeh di 6 anni. Anche i due figli sono rimasti a terra, colpiti nonostante il tentativo eroico del papà. Padre e figli, morti sul colpo.
A questo punto l’uomo armato ha fatto irruzione nel cortile uccidendo Myriam Monsonégo, 8 anni, figlia del preside. La 9mm si era inceppata ma per la bambina non c’è stato ugualmente scampo: l’attentatore ha sostituito l’arma usata in precedenza con una pistola calibro .45 ACP, con la quale ha sparato nella tempia della piccola prima di fuggire a bordo del suo scooter.
Nell’attacco, è rimasto ferito gravemente anche il quindicenne Aaron Bijaoui.
La stessa arma usata per la macabra esecuzione di Myriam era già stata utilizzata per altri due attentati avvenuti a Tolosa nello stesso mese, l’11 e il 15 marzo, costati la vita a un paracadutista franco-marocchino e due militari franco-algerini. La polizia scientifica non ha avuto difficoltà a collegare i tre episodi.

Pochi giorni dopo, il 22 marzo, è stato ucciso il terrorista: Mohammed Merah, 23 anni, franco-algerino di fede musulmana. Si era rifugiato in un appartamento nel quartiere Côte Pavée. Aveva con sé un arsenale composto da un AK 47, un Uzi, un fucile Sten, un fucile a pompa Winchester, tre Colt M1911, una Glock 9 mm, una Colt Python e una .357 Magnum. Altre armi saranno poi rinvenute in una Renault Megane bianca parcheggiata nei dintorni.
Dopo una lunga trattativa, alle 10.30 del mattino del 22 marzo quindici poliziotti hanno fatto irruzione nell’appartamento ingaggiando uno scontro a fuoco. A neutralizzare il terrorista sarà un cecchino con un colpo sparato alla testa.
Mohammed Merah era stato arrestato diverse volte da ragazzo, trascorrendo due mesi in prigione nel 2005, altri 18 tra il 2007 e il 2008 e infine nel 2009.
Un documento dell’intelligence francese lo indicava come membro del movimento estremista islamico Forsane Alliza, organizzazione con base proprio a Tolosa sospettata di incitare alla violenza e al terrorismo.
Nel gennaio 2008 aveva provato ad arruolarsi nell’esercito francese ma era stato respinto a causa dei precedenti penali.

La strage di Tolosa è stata quasi dimenticata, ma la sua triste ricorrenza corrisponde alla data della festa del papà: 19 marzo. Una data che, noi sappiamo, ricorda un gesto d’amore: quello di papà Jonathan Sandler, la prima vittima della strage. Un papà che avrebbe voluto salvare i propri figli, proteggendoli con il corpo, e probabilmente non li ha mai visti morire. Non ha fatto in tempo. Ci piace pensare che almeno lui si sia risparmiato un orrore che tutti fingono di dimenticare, che non abbia potuto vedere quei bambini uccisi, né abbia fatto in tempo a chiedersi per quale motivo proprio loro, i bambini, fossero le vittime designate.

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