Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

La nuova campagna di delegittimazione contro Israele

Non passa mese che la Casa Bianca non trovi il modo di criminalizzare Israele agli occhi dell’opinione pubblica americana e mondiale. Ormai l’obiettivo non è più solo il “governo Netanyahu”, diventato il capro espiatorio di tutti i mali di Israele, ma è Israele stesso nella sua interezza istituzionale.

Si è proceduto gradualmente.

La prima accusa è stata quella di causare una carestia a Gaza, accusa palesemente falsa dato che non sono mai mancati gli aiuti umanitari in tutte le fasi della guerra, come non se ne sono mai visti prima in nessun altro teatro di combattimento.

Per avvalorare questa tesi criminalizzante, il Dipartimento di Stato in accordo con il Pentagono ha inscenato una ridicola (oltre che inutile e pericolosa) messa in scena consistente in lanci di aiuti aviotrasportati (che ha causato anche diversi morti tra i civili). L’inutilità della cosa è stata taciuta ma è stato amplificato ad arte il messaggio che Israele è uno Stato criminale che non permette l’arrivo degli aiuti e che questo era l’unico modo per fare arrivare i beni di prima necessità alla popolazione stremata. La stessa cosa è avvenuta con la brillante idea di costruire un molo artificiale in mezzo al nulla. Anche in questo caso c’è stata una grande enfasi mediatica per lo “sforzo umanitario”, ma, a distanza di due mesi ancora non si è visto il molo e nessuno è morto di fame. Il vero obiettivo, però, è stato raggiunto: criminalizzare, nuovamente Israele agli occhi dell’opinione pubblica americana e mondiale. Se questo non bastasse, ci sono sempre un numero sufficiente di giudici all’Aia che non vedono l’ora di iniziare un procedimento contro Israele: sia presso il Tribunale Penale Internazionale o la Corte di Giustizia Internazionale. Si può essere sicuri che al momento opportuno, queste istituzioni politicizzate si muoveranno a comando. E i comandi saranno dettati dall’agenda politica americana, che non si farà scrupolo di “ammorbidire” le posizioni israeliane, quando le armi cesseranno di sparare e si passerà al tavolo dei negoziati. Questo accadrà, molto verosimilmente, prima delle elezioni americane di novembre.

Ora si è passati a un nuovo capitolo delegittimante che ha come obiettivo l’esercito di Israele.  Non  è più solo il governo democraticamente eletto di Israele a essere preso di mira, ora è il turno di un vero pilastro istituzionale dello Stato del popolo ebraico: l’IDF. Questa azione politica ricorda molto da vicino gli autodafé orchestrati dall’Inquisizione. Ne spiegheremo qui l’attuazione.

Ormai siamo prossimi alla proclamazione, da parte del Dipartimento di Stato, di sanzioni contro un’unità dell’esercito: il Battaglione Netzah Yehuda. Si tratta di un battaglione di fanteria composta da soldati religiosi, che è stato trasformato dall’attuale amministrazione americana, con l’aiuto e la compiacenza dei mass media e delle ONG, in un battaglione di “ultra ortodossi” pericolosi e fanatizzati. Per di più, il Dipartimento di Stato USA ha già fatto sapere che questo è solo il primo passo per estendere tale calunnia ad altre unità dell’esercito.

Perché si tratta di una calunnia e non di accuse circostanziate? E perché è un fatto di una gravità senza precedenti ai danni di Israele?

Il danno è enorme perché questa decisione discredita di fatto tutto il sistema giudiziario israeliano. Il fatto che gli USA sanzionino un’unità dell’esercito significa che ritengono che Israele non sia in grado di esercitare in modo corretto e imparziale i contrappesi legali e di controllo dei suoi apparati di difesa e di pubblica sicurezza. In altre parole, il “diritto complementare” esercitato dagli organi giudiziari di Israele non sarebbe in grado, secondo il Dipartimento di Stato, di intervenire autonomamente per impedire abusi o peggio uccisioni extra giudiziarie. In pratica, per l’Amministrazione Biden, Israele non è più uno Stato di diritto. Inoltre, questa accusa velata da sanzioni rinforzerà l’inevitabile corollario mediatico contro Israele. Peggio saranno le conseguenze politiche. Israele sarà ricattato quando inizieranno le future “trattative di pace”. Inoltre, è facile prevedere che verranno istituiti processi internazionali nei suoi confronti a rincalzo delle accuse a proposito del “genocidio”, dei “crimini di guerra”, dei “crimini contro l’umanità” già poste in essere. In pratica si assisterà alla demolizione legale di Israele per mezzo di processi farsa con l’intenzione di emarginarlo ulteriormente.

La falsità palese delle accuse che aleggiano sul battaglione dell’IDF preso di mira dagli Stati Uniti è provata dal fatto che nessun organo giudiziario americano ha mai condotto nessuna indagine indipendente per provarne la fondatezza. Il Dipartimento di Stato non ha mai dato mandato all’FBI, alla CIA, al Pentagono o a una commissione ad hoc di condurre le indagini. Come sono state raccolte dunque le presunte “prove”? Unicamente tramite una ONG: la Democracy for the Arab World Now. Le sanzioni proposte dal Dipartimento di Stato sono il frutto di un report di una ONG collusa con la Fratellanza Musulmana e il cui budget, di oltre due milioni di dollari all’anno complessivi, non si sa da chi sia finanziato perché l’origine non è specificata nel bilancio

Si tratta di una ONG nota per i suoi legami con gruppi anti-israeliani e antisemiti che si occupa quasi esclusivamente di intentare cause contro rappresentanti israeliani nelle corti americane. Questa è la fonte, mentre l’unico atto d’accusa circostanziato è la morte per infarto di un arabo con passaporto americano, avvenuta circa un anno e mezzo fa dopo che aveva dato in escandescenze quando fu fermato per un controllo dell’esercito e quindi posto sotto custodia. Tutte le altre accuse rivolte contro l’unità Netzah Yehuda, sono generiche e catalogate come “abusi” o “violenze” senza alcun dato oggettivo. Per compiacere gli Stati Uniti il Ministro della difesa ha spostato l’unità dalla Giudea al Golan, prima del suo impiego a Gaza.

In conclusione, sul “lavoro” di una ONG collusa con i Fratelli Musulmani e finanziata da non si sa chi, si basa la nuova compagna di delegittimazione nei confronti di Israele.

 

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