Storia di Israele e dell’Ebraismo

On line i documenti dell’ex campo di concentramento di Casoli

Il 27 gennaio, giornata internazionale della commemorazione delle vittime dell’Olocausto, è nato il sito www.campocasoli.org dall’approfondito lavoro di ricerca documentale svolto da Giuseppe Lorentini, lettore di Italiano e laureando presso l’Università di Bielefeld. L’iniziativa nasce nell’ambito di accordi bilaterali tra l’Università di Bologna e quella tedesca di Bielefeld, promossi dal professor Vito Francesco Gironda, coordinatore della Laurea magistrale di doppio titolo in Scienze storiche (BiBoG).
Il sito, in continuo aggiornamento, racchiude un archivio digitale molto dettagliato che comprende 4462 documenti contenuti nei 212 fascicoli conservati nell’Archivio Storico del Comune di Casoli. La particolarità di questo lavoro, patrocinato dall’amministrazione del Comune di Casoli, risiede nella capacità dell’autore di fondere, in maniera armoniosa e scientificamente valida, l’approccio qualitativo basato sull’impianto teorico comparativo delle fonti scritte tradizionali con quello prettamente quantitativo dei dati dell’era digitale. Pertanto, l’impianto archivistico del progetto permette di indagare parallelamente l’istituzione e il funzionamento burocratico del campo, eretto a modello di amministrazione di un campo di concentramento fascista per internati civili, con le vicende umane degli internati. E così migliaia di documenti ci restituiscono non solo la storia del campo di concentramento di Casoli, ma anche, e soprattutto, riconsegnano a quei volti impietriti delle fotografie di repertorio una dignità umana, civica, e civile che il ventennio fascista, con le sue leggi razziali, aveva barbaramente cancellato.
Questo valido e indispensabile strumento di ricerca avanzato permetterà di innescare, grazie alla documentazione ivi caricata, il dibattito storiografico su un fenomeno mai del tutto sciorinato in Italia, poiché grazie ai “fascicoli personali” degli internati, sarà possibile ricostruire anche le peculiarità degli altri campi di internamento in Italia, in quanto i perseguitati erano spesso soggetti a trasferimenti da un campo all’altro.
Grazie al lavoro di Giuseppe Lorentini la micro storia, quella locale del Campo di Concentramento di Casoli, viene ad essere inserita, come un anello di una catena in perenne aggiornamento, nel grande dibattito internazionale sulla Shoah, permettendo di attivare una rete transnazionale di informazioni necessarie al fine di conservare e promuovere la cultura della memoria. Perché se è vero che il 27 gennaio ricorre l’apertura del campo di concentramento di Aushwitz, è altresì doveroso sottolineare, grazie a campocasoli.org, come alcuni degli internati del campo di Casoli, che hanno lasciato preziose testimonianze scritte delle loro vicende di uomini de-civilizzati, trovarono oltre quei freddi cancelli della più famosa fabbrica di sterminio, morte certa.

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