L’Ispettore Onu attacca Israele: “Troppa violenza contro i palestinesi, prigionieri da liberare”

L’ispettore dell’ONU per i diritti umani nella Striscia di Gaza e in Cigiordania, Makarim Wibisono, ha invitato Israele a indagare su quello che ha definito un uso della violenza contro i palestinesi da parte delle forze di sicurezza israeliane e a perseguire i colpevoli.
Inoltre ha sfidato le autorità israeliane a formulare un capo d’imputazione oppure a rilasciare tutti i prigionieri palestinesi in detenzione amministrativa prolungata, compresi i minori.

Ventisette israeliani e un cittadino statunitense sono stati uccisi da ottobre nei quasi quotidiani attacchi palestinesi che si sono concretizzati in accoltellamenti, sparatorie e investimenti con automobili.
Secondo le autorità israeliane, le forze di sicurezza hanno invece ucciso 157 palestinesi, 101 dei quali assalitori.
“L’impennata di violenza è un triste promemoria dell’insostenibile situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati e dell’ambiente instabile che ne deriva”, ha sostenuto Wibisono nella sua relazione presso il Consiglio per i Diritti Umani.
Israele e gli Usa hanno accusato l’organizzazione con sede a Ginevra di pregiudizi contro Israele.
Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano ha rifiutato di dare una risposta immediata, assicurando che si impegnerà ad esaminare le osservazioni di Wibisono.

Wibisono ha annunciato le sue dimissioni dalla carica con decorrenza 31 marzo, accusando Israele di rinnegare il suo impegno a concedergli l’accesso a Gaza e in Cisgiordania. Ha aggiunto che la recrudescenza di violenze stia avvenendo in un contesto di insediamenti ebraici “illegali” in Cisgiordania, compresa Gerusalemme est, puntando il dito contro il muro di separazione in Cisgiordania e la barriera tra Israele e la Striscia di Gaza. Secondo Wibisono, Israele deve impegnarsi a rispettare il diritto internazionale e garantire la protezione dei palestinesi.

Israele ha conquistato la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme est nella guerra del 1967 e in seguito ha annesso solo Gerusalemme est, dichiarandola parte dell’eterna e indivisibile capitale, una mossa non riconosciuta a livello internazionale.
“Circa 5.680 palestinesi sono stati arrestati da Israele a partire dalla fine di ottobre 2015, tra cui centinaia di minorenni”, ha detto Wibisono, citando come fonte il gruppo israeliano per i diritti umani B’Tselem.
Per quanto riguarda i prigionieri in detenzione amministrativa, ha commentato: “Centinaia di palestinesi, minorenni compresi, sono detenuti per un limite di sei mesi che può essere rinnovato a tempo indeterminato, questo non è coerente con gli standard internazionali sui diritti umani. Il governo di Israele deve immediatamente formulare un capo d’accusa o rilasciare tutti i detenuti amministrativi”.
Nessun commento, invece, sulle aggressioni contro gli ebrei israeliani e sull’Intifada dei coltelli. Secondo l’ispettore Onu, è Israele dalla parte del torto.

Foto: Reuters 

Riccardo Ghezzi

Giornalista pubblicista, a un certo punto della sua vita si è accorto di essere più interessato alle vicende di Israele che a quelle italiane. Ha raccolto intorno a sé un gruppo di amici reali e virtuali, competenti e informati su Israele, storia e cultura ebraica, Medio Oriente. E si è convinto che con loro si poteva avviare un nuovo progetto editoriale, così è nato L'Informale.

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