Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

Parlamentari italiani bevono acqua e sale per solidarizzare coi detenuti palestinesi

Lo sciopero della fame indetto da terroristi palestinesi detenuti nelle carceri israeliane ha commosso alcuni parlamentari italiani, che hanno addirittura messo in piedi una delegazioni istituzionale per visitare i campi profughi in Libano e organizzare una conferenza stampa culminata in un gesto simbolico: la bevuta collettiva di un bicchiere di acqua e sale.
Protagonisti di questa iniziativa, che si è svolta a Roma presso la Camera dei Deputati del Parlamento italiano, i tre onorevoli Michele Piras, Maria Pia Pizzolante e Arturo Scotto, tutti del gruppo Mdp-Campo Progressista e provenienti da Sinistra e Libertà.

Secondo Piras: “L’Italia da anni è attiva con una missione Unifil e il nostro Paese ha delle enormi responsabilità per migliorare le condizioni nei campi profughi e impedire che ci siano tra i palestinesi infiltrazioni jihadiste. Il malessere sociale è l’unica cosa sulla quale può attecchire la propaganda estremista e per questo l’Europa deve occuparsene: il Libano ha 4 milioni di abitanti ai quali si sono aggiunti 500mila palestinesi attualmente stanziati nei campi profughi e altri 1,5-2 milioni di siriani in fuga dalla guerra. La metà della popolazione è quindi rifugiata o profuga e le difficoltà economiche e di gestione non possono essere scaricate esclusivamente sulle spalle del fragile governo libanese. L’Europa può essere fondamentale, sia per la stabilità del Libano che per valorizzare alcune importanti novità, come le aperture di Hamas sui confini fra Israele e Palestina, e arrivare a una soluzione della questione palestinese che dura ormai da troppi anni e che in Libano si manifesta con la ghettizzazione dei profughi della guerra del 1948”.

Presenti alla conferenza stampa anche Fabrizio Delprete della rete Tilt (rete di persone e associazioni che “si pone l’obiettivo di costruire la sinistra partendo dalle giovani generazioni”), di cui la stessa Pizzolante è portavoce nazionale, e Sulaiman Hijazi, vicepresidente dell’Associazione Palestinesi in Italia.

 

4 Comments

4 Comments

  1. Donato Di Segni

    5 maggio 2017 at 18:10

    …roba da Santa Maria della pietà! Con l’aggravante che si tratta di parlamentari!!!

  2. Eleonora

    5 maggio 2017 at 19:27

    E cosa c’entra il problema dei palestinesi in Libano con i terroristi imprigionati in Israele??????

  3. Giuseppe -Udine

    5 maggio 2017 at 21:57

    Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, questi si occupano della Palestina…

  4. Roberto

    6 maggio 2017 at 16:24

    ma che cazzata è questa???? ma son fuori di testa??? a che serve poi me lo devono spiegare…POVERA ITALIA…

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