Israele e Medio Oriente

Gad Lerner, “l’aria di ragionevolezza” e i Fratelli Musulmani

“Vale la pena di segnalare che la candidata del Partito Democratico milanese Sumaya Abdel Qader, animatrice del Caim (Coordinamento associazioni islamiche di Milano e Monza) e fondatrice dell’associazione femminile Aicha, ha ottenuto più di mille preferenze. Un indubbio successo, se si tiene conto della vera e propria campagna ostile cui l’avevano sottoposta altri due candidati della medesima lista, Marian Ismail Mohamed e Daniele Nahum, i quali l’accusavano -a mio parere irresponsabilmente- di essere una portavoce del radicalismo islamico e (addirittura) del wahabismo. Insieme, la somma delle preferenze conseguite da Marian Ismail Mohamed e Daniele Nahum neanche raggiunge quelle ottenute dalla sola Sumaya. Lo considero uno spiraglio di ragionevolezza sul quale lavorare insieme in futuro, superando polemiche strumentali, affinchè la comune battaglia culturale contro il jihadismo e per l’integrazione dei musulmani faccia dei concreti passi avanti. Garantendo parità di diritti, fin qui negati, alla vasta comunità dell’islam milanese”.

Vale la pena segnalare questo magnifico commento scritto dall’ineguagibile Gad Lerner della premiata ditta Lerner-Ovadia, tutti fusion, multiculturalismo e minimizzazione del terrorismo “islamico”. Lerner esulta per le mille preferenze ottenute da Sumaya Abdel Quader, la quale recentemente ci ha ricordato che Hassan Al Banna, il fondatore del principale gruppo fondamentalista islamico del Novecento, i Fratelli Musulmani, è stato “un riformatore” e un “rivoluzionario”, e che sì, ci sono alcuni aspetti della sua dottrina wahabita che andrebbero rivisti ma altri no, vanno mantenuti. Quali non si sa.

Hassan al Banna è stato promotore di una visione integralista analoga a quella promossa da Abu Bakr al-Baghdadi, sharia, sharia e ancora sharia con l’Islam del VII secolo come modello a cui guardare.

I Lerner di questo mondo, i quali respirano a pieni polmoni “l’aria di ragionevolezza” che promana dai mille voti in prevalenza musulmani (si suppone “ragionevolmente”) che ha ricevuto la Quader, sono gli stessi che commossi vanno a Safad a visitare la casa di Abu Mazen e che tempo fa paragonavano il blocco navale israeliano di Gaza a quello navale inglese che a ridosso della nascità di Israele impedì l’arrivo dei sopravvisutti della Shoah.

Il rosso fuoco Lerner, come molti suoi compagni, si accende di verde folgorante al cospetto dei fratelli islamici. Non sa, o finge di non sapere che per Hassan al Banna così apprezzato dalla Abdel Quader lui sarebbe stato considerato, nella migliore delle ipotesi, un povero dhimmi, oppure carne da macello.

2 Commenti

2 Comments

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    Barbara Crespi

    8 Giugno 2016 a 13:13

    È davvero così. Mi chiedo come mai tutti questi mussulmani possano votare, non mi sembrano di seconda generazione! Sono nati qui? O c’è una via preferenziale per extra comunitari politicizzati? Ad esempio perché nessun componente della numerosa comunità Filippina si è mai presentato? Eppure lavorano tutti e sono generalmente bravissime persone.

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    Laura(Matanah)

    8 Giugno 2016 a 14:15

    OH Gad, l’aria che ti rinfresca la testa passando da un orecchio all’altro
    E’ ingenuo? è folle? è un demente?
    :O

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