Israele e Medio Oriente

Le due facce della medaglia

Ieri sera al Tempio Maggiore di Roma, durante la commemorazione di Mireille Knoll, barbaramente uccisa a Parigi il 26 di marzo, Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma ha avuto il coraggio di dire le parole che in pochi dicono. L’ondata di antisemitismo che sempre più frequentemente si manifesta in Francia, è di matrice “araba jihadista”. Ieri sera al Tempio Maggiore di Roma, durante la commemorazione di Mireille Knoll, barbaramente uccisa a Parigi il 26 di marzo, Ruth Dureghello, presidente della Comunità Ebraica di Roma ha avuto il coraggio di dire le parole che in pochi dicono. L’ondata di antisemitismo che sempre più frequentemente si manifesta in Francia, è di matrice “araba jihadista”.

Mireille Knoll non è stata uccisa da un nazifascista, né Ilan Halimi, né Sarah Halimi. Non era un neonazista Mohammed Merah che il 19 marzo del 2012 assaltò la scuola ebraica di Tolosa e assassinò a sangue freddo il rabbino Jonathan Sandler e i suoi due figli, la piccola Arieh di anni sei e Gabriel di tre anni. Non era un seguace di Hitler e di Himmler, Amedy Coulibaly che il 9 gennaio del 2015 assassinò quattro ostaggi ebrei all’Hypercacher Kosher di Vincennes alle porte di Parigi.

Ciò non significa che gruppi neonazisti o neofascisti vadano ritenuti alla stregua di compagnie di nostalgici inoffensivi. Ovviamente no. Significa che il problema è un altro. Ha un’altra declinazione, un’altra specificità, ben più temibile e aggressiva e omicida. Ed è con questa specificità che bisogna soprattutto fare i conti.

Oggi la Francia è la punta di diamante europea dell’antisemitismo di matrice musulmana. Il problema è grave e segna il fallimento dell’utopia progressista di una convivenza scevra di odio e libera di vecchi pregiudizi nei confronti della comunità ebraica. Portare una kippah in pubblico o un altro segno identificativo ebraico è diventato rischioso. Nell’ultimo decennio in Francia i crimini di natura antisemita sono stati di 556 all’anno. Nel 2014, durante l’ultimo conflitto tra Israele e Hamas, si raggiunse il picco di 851 episodi di natura antisemita. Malgrado la popolazione ebraica in Francia rappresenti l’1%, il 40% dei crimini imputabili all’odio etnico sono stati perpetrati nei confronti degli ebrei.


“Il vecchio antisemitismo che propaga lo stereotipo di una cospirazione ebraica mondiale viene costantemente associate alla campagna di delegittimazione nei confronti di Israele“, dichiarò nel 2015 Nafatali Bennett, il Ministro israeliano per l’Educazione. “E’ il radicalismo islamico che fa da ponte per queste due convinzioni. Fanno uso di ogni espediente per promuovere il loro obbiettivo che consiste nella distruzione di Israele e del popolo ebraico”.

Certo in Italia la situazione è molto lontana da avere le caratteristiche di quella francese, tuttavia, anche qui la comunità ebraica deve tenere gli occhi aperti. E’ del dicembre scorso la manifestazione a Milano in cui estremisti musulmani hanno inneggiato al jihad contro gli ebrei durante una manifestazione contro la decisione dell’amministrazione Trump di dichiarare Gerusalemme capitale di Israele.

A Foggia due giorni fa è stato arrestato un imam radicalizzato il qaule invitava i bambini a sgozzare i miscredenti. A Torino, ieri, la Digos ha arrestato un estremista musulmano affiliato all’Isis. Il Ministro degli Interni Minniti ha dichiarato che l’allarme jihad in Italia non è mai stato così alto come in questo momento.

Intanto a Torino, dove è avvenuto l’arresto dell’estremista islamico, all’Università del capoluogo piemontese, si celebrano convegni anti-israeliani e un dipartimento diventa il feudo del BDS, movimento il cui scopo è quello di criminalizzare Israele. Parlano militanti come l’avvocato Ugo Giannangeli, il quale ci spiega che gli accoltellamenti in Israele tengono in vita il ricordo della “Nakba” e dunque hanno il loro perché.

Tutto ciò è accettabile? No, non lo è. L’odio per Israele si salda strettamente con il jihadismo islamico, ne è una delle espressioni più evidenti. L’imam di Foggia che predica lo sgozzamento degli infedeli e l’avvocato BDS che giustifica gli accoltellamenti di cittadini israeliani in un ateneo italiano sono due facce della medesima medaglia.

Quando Israele diventa il presupposto dell’odio basato sulla propaganda e le menzogne, l’antisemitismo aumenta. A loro volta gli incistati pregiudizi antiebraici vengono utilizzati per diffamare gli israeliani in un circolo vizioso tossico che produce violenza e vittime.

1 Commento

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  1. Writecustomessays

    1 aprile 2018 a 5:36

    il tipo dopo l”accoltellamento era già libero?????? http://customessaytw.com/

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