Antisemitismo, Antisionismo e Debunking

“Lidl ama Israele”. La campagna anti BDS diventa virale

La catena europea di supermercati Lidl è nel mirino degli attivisti del movimento anti-israeliano BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) che proprio non tollerano che sugli scaffali siano esposti i prodotti a marchio Mehadrin, principale esportatore israeliano di merci agricole.
Recentemente, soprattutto in Francia, alcuni supermercati Lidl hanno subito atti vandalici e appelli al boicottaggio. Il motto “Lidl aime Israel” che campeggia sui cartelli esposti dagli attivisti all’interno dei supermercati è un invito a uscire senza acquistare nulla.
In questi giorni, su facebook, lo stesso motto è riportato su alcune foto diventate virali. Ma questa volta l’invito va nella direzione opposta: “Lidl ama Israele”, quindi “Acquistiamo tutti da Lidl”.
Volete i mandarini Mehadrin, i datteri Mehadrin, gli yogurt alla frutta Mehadrin? Volete prodotti Kosher?
Sapete dove trovarli. Alla Lidl, catena che non si è fatta intimidire dai boicottatori BDS.

lidl ama

 

28 Commenti

28 Comments

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    Izzo

    24 Dicembre 2015 a 11:56

    però nei LIDL della mia zona i prodotti Mehadrin non si trovano; qui c’è una massiccia immigrazione islamica .. che sia un caso?

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      Giusi

      24 Dicembre 2015 a 16:14

      Lidl non vende gli stessi prodotti ovunque, ovviamente. Neanche al Lidl dove vado io si trovano questi prodotti (ho visto solo i datteri). Tutto dipende dalla distanza e dal costo del trasporto. Che si sia pro o contro Israele, queste campagne sono assurde. Inoltre non tutti gli israeliani sono filoisraeliani…

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    Carla Maria

    25 Dicembre 2015 a 7:37

    Acheton tous significa Compriamo tutti, nel senso di andiamo tutti da Lidl, non compriamo tutto.

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      Riccardo Ghezzi

      25 Dicembre 2015 a 9:37

      Sì, avevo scritto anche acquistate al posto di acquistiamo, ma è meglio lasciare la traduzione letterale. Ho corretto, grazie

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    Marco Rossi

    25 Dicembre 2015 a 12:15

    Non ho motivo di acquistare frutta e verdura di produzione israeliana, spagnola o marocchina, quando posso comprare prodotti italiani e sostenere il mio paese.
    A me pare un’idiozia, ma tant’e’.
    Auguri di buon Natale.

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      carla

      28 Dicembre 2015 a 11:10

      .. E io sono perfettamente dìaccordo con te, Marco Rossi… CHILOMETRO ZERO! Temo però che le banane non si trovino in Italia e neppure gli ananas… Sono scelte 🙂

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    Roberto Al Mukawama

    26 Dicembre 2015 a 11:58

    Vorrei segnalare un grave errore: il movimento BDS non è anti-israeliano, visto che è presente anche in Israele con il nome Boycott from Within, ma solo contro le politiche di occupazione, apartheid e negazione dei diritti umani messe in atto dal governo israeliano nei confronti dei palestinesi. Il movimento, tramite un civile e pacifico boicottaggio, chiede solo: fine dell’occupazione militare, fine della discriminazione, diritto al ritorno per gli espulsi.

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      Matanah

      16 Gennaio 2016 a 21:54

      Siete filopalestinesi, boicottate prodotti che i palestinesi coltivano e producono in aziende israeliane, che li pagano stipendi normali e li trattano da lavoratori e non da schiavi?
      Anche il Israele ci sono antisionisti, che però si guardano bene dall’andare a mettere il culo in paesi dove l’apartheid c’è davvero, nei confronti delle donne e degli ebrei. Essere israeliani non esime tutti dall’essere ipocriti, ahimè

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    hollybynight

    26 Dicembre 2015 a 20:53

    Ho boicottato i prodotti sudafricani all’epoca dell’Apartheid, continuero’ a boicottare quelli israeliani, specialmente quelli provenienti dagli insediamenti illegali, fino a quando non saranno rispettati i diritti umani dei palestinesi.

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      Riccardo Ghezzi

      27 Dicembre 2015 a 11:21

      Paragonare Israele all’apartheid sudafricano è intollerabile

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        Marco Comoagno

        27 Dicembre 2015 a 12:29

        Mi spiegherebbe gentilmente la ratio sottesa al comprare prodotti agricoli israeliani?
        I prodotti del meridione di Italia vengono mandati al macero ed io dovrei sostenere l’economia d’Israele o del Marocco?
        Trattasi di esterofilia, scemenza o che altro?

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          Riccardo Ghezzi

          27 Dicembre 2015 a 12:44

          Non c’è alcuna ratio sottesa. Si tratta di una semplice risposta alla campagna di boicottaggio anti-israeliana. Visto che i seguaci BDS invitano a non comprare più nulla presso i supermercati della catena Lidl perché osano vendere ed esporre prodotti israeliani, è nata spontaneamente su facebook una contro-campagna con lo stesso motto (“Lidl aime Israel”, Lidl ama Israele) che invece invita ad acquistare i prodotti (in realtà non solo israeliani) presso la catena Lidl per lo stesso motivo.
          L’articolo, anche rileggendolo, sembra chiaro.
          Insomma, chi vuole boicottare la Lidl perché vende prodotti israeliani lo farà. Chi invece non è d’accordo con il boicottaggio contro Israele se vuole può andare a comprare alla Lidl sostenendo la catena che non si fa intimidire da questa campagna d’odio.
          Non c’è alcun invito a comprare prodotti israeliani a scapito di quelli italiani o di qualsiasi altra zona del mondo (solo un’informazione: “se volete acquistare prodotti israeliani sapere che alla Lidl li trovate”). La scelta è libera, a differenza di chi vorrebbe imporre boicottaggi.

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            Marco Rossi

            28 Dicembre 2015 a 10:16

            Premesso che il cd boicottaggio e’ anch’essa una scelta libera e non imposta, non ho alcun motivo particolare per comprare i prodotti israeliani o incentivarne il consumo.
            Lo stesso dicasi per prodotti, soprattutto quelli agricoli, provenienti da altri paesi.
            Lei ha riportato le seguenti frasi, che farebbero parte di una campagna che e’ partita su facebook: “Lidl ama Israele”, quindi “Acquistiamo tutti da Lidl”.
            Sa cosa penso?
            Che sebbene si sia liberi di acquistare cio’ che si vuole, incentivare e/o promuovere l’uso di prodotti agricoli importati e’ una collossale sciocchezza.
            Prima di preoccuparmi di Israele e di aiutarne l’economia, francamente preferisco preoccuparmi del mio ormai povero paese.
            Il resto mi pare la solita diatriba tra chi ama Israele a prescindere e chi odia Israele a prescindere.

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            Riccardo Ghezzi

            28 Dicembre 2015 a 12:06

            “Lidl ama Israele” quindi “Acquistiamo tutti da Lidl” è una risposta alla campagna di boicottaggio il cui motto è “Lidl ama Israele” quindi “boicottiamo Lidl”. E’ una difesa nei confronti della catena di supermercati nel mirino di una stupida campagna di boicottaggio, non un invito all’uso di prodotti agricoli importati

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        Piero

        27 Dicembre 2015 a 20:42

        Ah si? E perché paragonare il razzismo antipalestinese praticato dal governo di Israele a quello sudafricano ai tempi dell’apartheid è intollerabile? Ah già, i sudafricani mica bombardavano civili inermi come fa Israele a Gaza! Che sciocco…

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          Riccardo Ghezzi

          27 Dicembre 2015 a 22:39

          Trova un’altra scusa per sfogare il tuo odio contro Israele, questa non regge

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            Piero

            28 Dicembre 2015 a 8:05

            :O ) buffa risposta! E perché mai dovrei “odiare” Israele? Mi batto contro quella politica ovunque e da chiunque sia praticata. Inoltre non mancherà tra le tue nozioni storiche il dettaglio non insignificante che Israele, ai tempi dell’embargo contro il Sudafrica, era uno dei pochi stati a collaborare significativamente con quel regime. Affinità elettive ;o)

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            Riccardo Ghezzi

            28 Dicembre 2015 a 12:31

            Ti esprimeresti diversamente, se non fossi mosso da odio e pregiudizi nei confronti di Israele.
            In ogni caso, ti consiglierei di aggiornarti e approfondire meglio i rapporti tra Israele e Sudafrica, difficili da capire persino per fior di storici.
            Il governo di Israele ha sempre criticato il sistema dell’apartheid e votato le risoluzioni Onu di condanna nei confronti del regime sudafricano. Gli interessi economici e i rapporti bilaterali tra Israele e Sudafrica ci sono stati, ma si sono diradati negli anni ’80, proprio poco dopo l’inizio dell’embargo.
            Oggi non c’è più l’apartheid in Sudafrica, ma gli interessi economici con Israele proseguono, pur con alti e bassi (come prima).

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        Gaetano Vattimo

        28 Dicembre 2015 a 18:07

        israele e’ un paese socialista/nazionalista

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          Riccardo Ghezzi

          28 Dicembre 2015 a 18:39

          Grazie per la preziosa dritta

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            Piero

            28 Dicembre 2015 a 19:07

            Strano, io ho letto cose un po più puntuali. È vero che Israele votò, come la maggior parte delle nazioni, le risoluzioni ONU dell’assemblea generale, anche perché il padrone (Usa) era impegnato direttamente. Ma un conto sono le dichiarazioni formali un conto la pratica politica. Israele è stato il paese più coinvolto con il Sudafrica durante l’isolamento. Collaborazione scientifica, economica e militare. L’avvicinamento obbligato perché dopo i conflitti del 67 e 73 in pratica il Sudafrica razzista era l’unico o quasi paese africano che non avesse chiuso con Israele. E poi non insistere con le cazzate dell’odio, con me non attacca. Non ho nessun motivo, non sono antisemita né ho motivi per esserlo. Non ho pregiudizi, vedo solo da che parte stanno gli assassini, come è nata questa situazione assurda e dove sono le responsabilità. ..e vedo la ferocia oggi

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            Riccardo Ghezzi

            28 Dicembre 2015 a 22:43

            Come si arriva da “Il Sudafrica era l’unico o quasi paese africano a non aver chiuso con Israele” a “Israele ha affinità con il governo sudafricano dell’apartheid” se non con l’odio e i pregiudizi? O all’ipotesi che tali rapporti fossero agevolati dalla connotazione “razzista” del Sudafrica? Lo sai che queste sono opinioni e non verità storica?
            E’ lo stesso processo mentale che ti impedisce di limitarti ad auspicare la fine del conflitto in Medio Oriente, la soluzione “Due popoli due stati”, preferendo impegnarti attivamente in campagne di boicottaggio e commentare articoli assicurando che “vedi da che parte stanno gli assassini” (Hamas, no?).
            Detto questo, dal punto di vista della “pratica politica” non credo ci sia nulla da eccepire sul comportamento dei governi israeliani in relazione alle condanne dell’apartheid sudafricano, al massimo sono state le comunità ebraiche del Sudafrica a non schierarsi troppo apertamente contro l’apartheid in quanto non toccate più di tanto. Una brutta macchia, ma non parlerei di complicità neppure in questo caso. Forse di mancato eroismo, ma non tutti hanno la vocazione degli eroi. Peraltro ci sono stati singoli rabbini ed ebrei sudafricani che hanno condannato l’apartheid in Sudafrica, ma sicuramente le tue colte letture smentiranno pure questo.
            Io resto sempre disponibile al confronto con tutti, ma i toni da saccente o provocatore stile “commento buffo” o “non insistere con le cazzate” non sono tollerati. Quindi continua pure da solo, non verrai censurato (finché non supererai il limite). I lettori si faranno un’idea sui tuoi contenuti.

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            Piero

            30 Dicembre 2015 a 11:13

            A parte che il virgolettato su “Israele ha affinità…” è un po ‘strano visto con non l’ho mai scritto. Comunque due precisazioni: solo adesso accedo a una “tastiera”, prima i miei erano commenti da smartphone con tutte le difficoltà di scrittura. Secondo: io credo che il concetto, anche se espresso tramite smartphone, tu l’abbia capito perfettamente: anche se Israele era “concretamente” vicino per motivi di realpolitik (dopo qualche perplessità visto che gli afrikaner avevano qualche originaria connotazione antisemita) al Sudafrica in un momento in cui tutto il mondo o quasi praticava l’embargo non significa che Israele ideologicamente sposava la causa dell’apartheid. molto più banalmente (eh, la “banalità del male” dovrebbe evocare qualcosa!) non lo vedevano come un ostacolo, come un problema… insomma c’erano quelle che ho chiamato “affinità elettive”. Nella pratica ISRAELE e il SUDAFRICA collaboravano apertamente, nonostante le prese di posizione di principio, in campo economico, scientifico e MILITARE. E questa NON è un opinione ma un fatto concreto. Sai cos’è un opinione? Il tuo affermare, questo si offensivo (per il buon senso) che sono motivato da odio e pregiudizio. Io vedo bene dove sono gli assassini OGGI per due motivi: i dati numerici: non provare a mettere sullo stesso piano la macelleria compiuta da un esercito moderno su una popolazione in massima parte civile e inerme e l’assurdo assedio medievale (ricordi la flottilla?) a cui viene sottosta una regione nel disinteresse di quasi tutti gli stati, e i patetici tentativi di gruppi estremisti come Hamas di organizzare una resistenza senza strumenti. A me non piace Hamas come non piace nessuna logica estremista religiosa, che sia Islamica, Cristiana, Ebraica o di qualunque religione. Ma capisco perfettamente la disperazione anche suicida di chi è costretto a vivere un’intera esistenza in condizioni estreme… sono le condizioni estreme che producono gli estremisti. E l’origine di tutto questo, piaccia o meno, è insita nell’idea sionista e e nella nascita dello stato di Israele in un territorio che non era ebraico più di quanto fosse islamico o cristiano. L’idea dei due stati può sembrare sensata in un ottica di pacificazione immediata ma è profondamente sbagliata per la “nostra” sicurezza e per la giustizia che un popolo scacciato in massa dalle proprie case ha diritto ad avere. I due stati… è come su qualcuno forzasse la porta di casa tua, relegasse te e la tua famiglia in cantina, e poi ti concedesse a sua discrezione di poter accedere a quello che prima era l’appartamento dove vivevi. Poi, magnanimamente per rivolvere le tue più che legittime incazzature, l’amministratore dello stabile proponesse che tu devi prendere la residenza in cantina e l’intruso nel tuo vecchio appartamento. Tutti felici e contenti… a me suonerebbe strano, a te? Comunque hai ragione, non c’è niente di più inutile che parlare con un convinto assertore della legittimità di israele. Potrei portare i numeri dei massacri, delle deportazioni, le pratiche di esclusione, le risoluzioni sulla restituzione dei territori occupati, i bambini uccisi, ecc ecc. Non servirebbe a nulla. Parlereste di “odio” (mi sembri Berlusconi!! 😉 ) e di pregiudizio, lasciando intendere “antisemita” . Voi parlereste di odio e pregiudizio antisemita anche nei confronti delle migliaia di ebrei che “odiano” quanto me solo una cosa: la violenza fascista e razzista del governo di Israele. Quindi ti auguro buon anno e spero che nessuno si piazzi nel salotto di casa tua!

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            Riccardo Ghezzi

            31 Dicembre 2015 a 0:04

            Hai scritto “Israele, ai tempi dell’embargo contro il Sudafrica, era uno dei pochi stati a collaborare significativamente con quel regime. Affinità elettive”, concetto che confermi poche righe dopo ribadendo la teoria delle affinità elettive, quindi nell’attribuirti sintetizzando il virgolettato “Israele ha affinità con il governo sudafricano dell’apartheid” non mi sembra di aver fatto nulla di così sbagliato.
            Mi fa piacere però che, oltre ad esserti munito di un pc, abbia anche cercato qua e là su google scoprendo che “Israele era “concretamente” vicino per motivi di realpolitik (dopo qualche perplessità visto che gli afrikaner avevano qualche originaria connotazione antisemita)” e che questo “non significa che Israele ideologicamente sposava la causa dell’apartheid”.
            E’ già un passo avanti.
            Il secondo passo avanti sarà scoprire che gli arabi palestinesi non sono mai esistiti. Sono il popolo più giovane della storia, prima erano giordani o siriani e poi si sono ritrovati palestinesi. Chi sarebbero i palestinesi che abitavano quelle terre? I Fenici? I Filistei? Erano arabi? Musulmani?
            Quella terra è sempre stata degli ebrei e lo stato di Israele non è certo un’invenzione recente, dare la colpa dell’estremismo e del fanatismo islamico alla “creazione di Israele” è una delle tante argomentazioni antisemite.
            Detto questo, io non voglio assolutamente fare tifo da stadio sul bruttissimo conflitto israelo-palestinese, non è neppure l’obiettivo del sito che gestisco. Attenzione a non ridurre tutto a numeri e ribaltare i rapporti aggressori-aggrediti, anche nei singoli episodi, come fa troppo spesso pure la stampa. Certe tue giustificazioni malcelate o comunque parole di pietà e di comprensione nei confronti dei terroristi palestinesi sono inquietanti, ma cambierai idea studiando e approfondendo come già hai iniziato a fare dopo questo scambio di opinioni.
            Saluti e buon anno anche a te.

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            Piero

            31 Dicembre 2015 a 9:40

            Mi ero riproposto di lasciare perdere ma un paio di precisazioni da smartphone sono d’obbligo. Per uno che vuole fare il giornalista l’uso del virgolettato. .. beh lo sai meglio di me! Secondo: l’accesso a un pc non ha cambiato di una virgola quello che ho scritto. Non rende Israele meno colpevole (e meno affine! ) il fatto che l’avvicinamento politico al Sudafrica sia avvenuto non per questioni ideologiche. Semmai quelle avrebbero dovuto impedire l’avvicinamento. Essendoci affinità quel blocca. Non c è stato, anzi collaborarono ampiamente. Sulle insensatezze storiche circa lo stato di Israele non entro neanche, sai meglio di me che la collocazione geografica e l’esistenza stessa di quello stato sono una creazione occidentale. Così come sai che una delle ipotesi era di “crearlo” (ex novo) in Africa! Basta guardare i dati demografici di quel territorio prima del 48. Quella zona non è “israeliana” più di quanto la Germania non è romana!

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            Riccardo Ghezzi

            31 Dicembre 2015 a 12:35

            Era una sintesi di un ragionamento, non un virgolettato. Continui a dire che Israele sia affine al regime dell’apartheid sudafricano e poi a rimangiartelo. Decidi, o lo è o non lo è. Abbiamo stabilito che non lo è, che gli accordi bilaterali proseguono tuttora tra alti e bassi, come in passato. Che Israele ha sempre condannato l’apartheid e il fatto che il Sudafrica fosse uno dei pochi, se non l’unico, paesi africani a non aver interrotto i rapporti con Israele non ha nulla a che vedere con sciocche ipotesi di complicità o connivenza dei governi israeliani con l’apartheid.
            “Collaborarono ampiamente” con cosa? Con l’apartheid? Ma per favore.

            “sai meglio di me che la collocazione geografica e l’esistenza stessa di quello stato sono una creazione occidentale.” mi spiace deluderti, ma non solo non lo so affatto meglio di te, ma non lo condivido per nulla e anzi la considero una ricostruzione aberrante.
            Non vorrei citarti chi fu a voler deportare gli ebrei in Madagascar. Potrebbe non piacerti. O forse sì.
            Attenzione a parlare di legittimità degli israeliani in quei territori, si trasformerebbe in un boomerang per un popolo che, quello sì, non è mai esistito nella storia: quello palestinese.
            Detto questo, ribadisco di non volermi schierare come tifoso nel conflitto israelo-palestinese. Ma la verità storica è la verità storica, cosa diversa dalle interpretazioni in malafede o dettate da pregiudizi.

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    ANNALISA PORTIOLI

    27 Dicembre 2015 a 0:42

    acquisto solo prodotti italiani, forse costano poco piu ma sono i migliori !

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    Roberto Lere

    18 Gennaio 2016 a 10:06

    Ma questo non è un discount per poveri? Io acquisto solo prodotti di alta classe.

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