Editoriali

L’Informale compie due anni e festeggia con nuova veste grafica

Era il 7 novembre 2015 quando L’Informale è entrato a far parte dello sconfinato mondo della rete. Più di un anno prima c’era stata l’Operazione Margine di Protezione e da qualche settimana Israele viveva l’allarme della cosiddetta “Intifada dei coltelli”. L’Informale nasceva così, sulla spinta di un’onda emotiva, un desiderio di rompere gli indugi e schierarsi.
Quel giorno, quel 7 novembre 2015, non è nato solo un progetto editoriale, ma anche e soprattutto una comunità di amici – autori e lettori – persone che già si frequentavano dal vivo o che si sono conosciute virtualmente creando legami a volte stretti. E’ proprio questo il più grande orgoglio de L’Informale: essere diventato una comunità.
Tante cose sono cambiate in questi due anni, ma per festeggiare il secondo compleanno abbiamo voluto modificarne una in particolare: la veste grafica.
Il sito si è dotato di una nuova home page, ora più professionale e, si spera, accattivante per i lettori. Sarete voi, se vorrete,  a farci sapere le vostre impressioni.
Nuovo anche il logo.
La novità più importante riguarda “l’internazionalizzazione”: presto ci sarà una versione inglese del giornale, considerando anche le tante e prestigiose interviste ospitate in lingua originale: Daniel Pipes, Mordechai Kedar, Yoram Ettinger, Martin Sherman, Matthias Küntzel, Benny Morris, Raymond Ibrahim e tanti altri che abbiamo intervistato e ancora intervisteremo saranno letti, com’è giusto, pure oltre confine. Tradurremo alcuni nostri articoli ed editoriali già pubblicati, altri ne scriveremo in futuro in entrambe le lingue.
Allo studio un’opzione di cui andiamo orgogliosi e speriamo di realizzare a breve: la traduzione di alcuni nostri articoli e interviste in una terza lingua. L’ebraico. Sarebbe forse la novità più bella: chiunque di voi, se vorrà, potrà aiutarci a realizzarla.
Una comunità che cresce e che ha voglia di crescere ancora: questi due anni sono solo il punto di partenza di una lunga avventura che stiamo affrontando tutti insieme, autori e lettori.

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