Islam e Islamismo

Terrorismo islamico: estrinseco o intrinseco? | di Yoram Ettinger

Nei paesi musulmani, il terrorismo islamico e la violenza sono elementi estrinseci o intrinseci all’Islam?

Dall’11 settembre 2001, ci sono stati  31.722 attacchi terroristici islamici, che hanno colpito per lo più i musulmani. Nell’agosto 2017, sono stati compiuti 180 attentati terroristici in 32 paesi, che hanno provocato 1.014 morti e 1.090 feriti.

Il Cristianesimo è a rischio di estinzione in Medio Oriente. Nel secolo scorso, oltre il 50 per cento dei cristiani del Medio Oriente emigrarono e furono uccisi. Secondo una dichiarazione del 13 maggio 2015 della Commissione per gli Affari esteri della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, “nei prossimi cinque anni, il Cristianesimo potrebbe essere sradicato da ampie zone del Medio Oriente. (…) Nell’ultimo decennio, la comunità cristiana in Iraq è drasticamente diminuita da 1,5 milioni a meno di 300 mila membri, metà dei quali sono sfollati. (…) [Nei paesi musulmani], c’è anche una vera persecuzione di [musulmani] yazidi, turcomanni, sciiti e sunniti…”.

Il New York Times ha scritto: “Quasi ogni giorno sembra portare nuovo orrore nelle strade dell’Europa occidentale. (…) Camion, asce, pistole, coltelli da kebab e bombe dispensano morte e provocano feriti…”.

Dal 1948, sono stati uccisi 11 milioni di musulmani, di cui 35 mila (lo 0,3 per cento) sono morti nelle guerre arabo-israeliane. Oltre il  90 per cento sono stati uccisi per mano di altri musulmani.

Questa situazione – che è in linea con le relazioni inter-musulmane dall’avvento dell’Islam nel VII secolo – induce a chiedersi:

1. È logico presumere che fare drastiche concessioni ai regimi musulmani canaglia li convincerebbe ad accordare agli “infedeli” ciò che negano ai loro fratelli “credenti” da 1400 anni: la pacifica coesistenza e la tolleranza?

2. Quali sono le radici dell’aggressione musulmana contro i “credenti” e gli “infedeli”?

3. Il disprezzo musulmano per la cultura occidentale è estrinseco o intrinseco all’Islam?

4. L’assenza di democrazia e di libertà civili, in tutti i paesi arabi, è compatibile o è in contrasto con l’Islam?

5. Perché la violenza musulmana si sta intensificando in Europa – man mano che l’immigrazione musulmana si sta espandendo in Europa – nonostante la benevolenza prodigata al mondo musulmano e ai migranti musulmani dalla maggior parte delle società e dei governi europei.

6. Perché c’è stata un’espansione delle “no-go zones” nelle città europee – proibite agli “infedeli” cristiani – in concomitanza con la proliferazione delle organizzazioni musulmane in Europa, invocando il jihad (la guerra santa contro gli “infedeli”)?

7. Il motto dei Fratelli musulmani (la più grande organizzazione terroristica transnazionale islamica) – “Allah è il nostro obiettivo. Maometto è il nostro capo. Il Corano è la nostra legge. Il Jihad (la guerra santa) è la nostra via. Essere shuhada (martiri) in nome di Allah è la nostra aspirazione” – è compatibile o è in contrasto con l’Islam?

8. Perché gli Stati Uniti – che non hanno mai governato società musulmane – sono stati colpiti dalla violenza/dal terrorismo islamico, mentre la Russia/Urss – che ha governato aggressivamente milioni di musulmani – ha goduto di un trattamento privilegiato?

9. Perché la violenza araba/musulmana o il terrorismo arabo/musulmano ha colpito gli Stati Uniti, nonostante l’embargo sulle armi imposto alla regione durante la guerra d’Indipendenza di Israele del 1948-1949 (mentre le armi fornite dalla Cecoslovacchia, paese satellite dell’Urss salvarono Israele); o nonostante la brutale pressione esercitata dagli Stati Uniti su Israele durante e dopo la guerra del 1948-1949; il mancato riconoscimento americano della sovranità di Israele a Gerusalemme (dal 1948); la pressione esercitata dagli Stati Uniti che portò alla completa evacuazione israeliana del penisola del Sinai (tre volte più grande di Israele) dopo la guerra tra Egitto e Israele del 1956; l’embargo statunitense contro Israele dopo il bombardamento israeliano del 1981 del reattore nucleare iracheno; la punizione inflitta dagli Stati Uniti a Israele durante l’inseguimento di Israele dell’Olp in Libano, nel 1982-1983; il riconoscimento americano dell’Olp, l’appoggio offerto alla  creazione di uno Stato palestinese e le forti pressioni per congelare la costruzione degli insediamenti ebraici?

10. Perché gli Stati Uniti sono stati colpiti dalla violenza/dal terrorismo islamico (si pensi, ad esempio, ai 52 americani tenuti in ostaggio per 444 giorni dagli ayatollah), malgrado la “pugnalata alle spalle” inflitta dal presidente Carter allo Scià dell’Iran, che fornì una spinta all’ascesa degli ayatollah?

L’attuale educazione all’odio e l’incitamento contro gli “infedeli” nelle scuole materne, nelle scuole e nelle moschee sono in contrasto o sono compatibili con l’Islam?

Secondo il professor Bernard Lewis (autore di The roots of Muslim RageLe origini della rabbia musulmana), luminare di Medio Oriente e di studi islamici: “La lotta [tra l’Islam e il Cristianesimo/l’Europa] dura da quattordici secoli: iniziò con l’avvento dell’Islam nel VII secolo ed è proseguita in pratica fino a oggi. Questa lotta è consistita in una lunga serie di attacchi e contrattacchi, di jihad e crociate, di conquiste e riconquiste. (…) E dato che  gli Stati Uniti sono i legittimi eredi della civiltà europea nonché il leader riconosciuto e incontrastato dell’Occidente, sono loro ad aver ereditato le rimostranze, diventando il bersaglio dell’odio e della rabbia repressi…”.

Nel suo libro The Jews of Islam, il professor Lewis afferma: “La differenza [tra l’Islam contemporaneo e originario] probabilmente è stata meno radicale nell’Islam che nel Giudaismo o nel Cristianesimo…”.

C’è sempre stata una discriminazione continua e inevitabile, in seno al sistema islamico. (…) Mentre le donne e gli schiavi non hanno altra scelta se non quella di rimanere inferiori [agli uomini e ai padroni], mentre gli infedeli sono inferiori per scelta (…) agli ebrei e ai cristiani è stata offerta la verità divina, nella sua forma perfetta [l’Islam], ma [secondo l’Islam] l’hanno rifiutata con acrimonia, malevolmente e incautamente… .

La storia delle relazioni tra lo Stato musulmano e i suoi sudditi non musulmani e, in seguito, i popoli vicini, inizia con la carriera del Profeta. (…) Per gli ebrei e i cristiani [la scelta era] l’Islam, la morte o la sottomissione (…) [Corano, Sura 5: 60 – “Chi incorre nell’ira di Allah? Coloro che Allah ha maledetto e ha trasformato in scimmie (ebrei) e porci (cristiani)]… .

Nella legge e nella pratica musulmana, il rapporto tra lo Stato musulmano e le comunità non musulmane suddite era regolato da un patto chiamato dhimma e coloro che beneficiavano di questo patto venivano chiamati dhimmi (…) purché riconoscessero inequivocabilmente la preminenza dell’Islam e la supremazia dei musulmani… .

Le terre in cui governano i musulmani sono denominate Dar al-Islam, la Casa dell’Islam; il mondo esterno, abitato e governato dagli infedeli, costituisce il Dar al-Harb, la Casa della Guerra. (…) Tra il regno dell’Islam e i regni degli infedeli c’è un perenne stato di guerra obbligatorio, che continuerà fino a quando il mondo intero non accetterà il messaggio dell’Islam o non si sottometterà alla legge di coloro che lo causano. Il nome di questa guerra [mondiale] è jihad (…) la lotta per la causa di Allah…”.

Seguendo le orme di Maometto, i regimi musulmani non democratici hanno sostenuto l’uso della violenza islamica, al fine di promuovere l’obiettivo permanente e prioritario dell’Islam: il dominio sulla Dimora degli “Infedeli”.

Qui l’articolo originale in lingua inglese

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